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COLONNA SONORA NEGLI SPOT

L’importanza della colonna sonora negli spot

Quali sono le regole fondamentali per uno spot di successo? Secondo G. Fabris, (uno dei maggiori esperti nello studio del consumatore e della pubblicità) uno spot di successo deve rispettare queste regole:

Impatto, interesse, informazione, identificazione, comprensione, credibilità, coerenza e convinzione.

La domanda è: può una buona colonna sonora valorizzare tutte queste regole? La risposta è assolutamente sì, in quanto parte integrante di uno spot di successo!

Quando parliamo di colonna sonora per uno spot o messaggio audiovisivo, dobbiamo pensare a quattro alternative che potrebbero “ formare” il sonoro.

Queste alternative sono:

Rumori, silenzi, suoni e musica.

Tenendo conto che, queste quattro scelte potrebbero intersecarsi tra loro, o in ogni caso “collaborare” al fine di ottenere un sapiente mix di suoni per formare la colonna sonora di uno spot,  le analizzeremo una ad una per permettervi una prospettiva più ampia.

I rumori, che siano tali o intesi come suoni ambientali, possono risultare adeguati quando evocano una situazione particolare, lasciando ampio spazio alle immagini, per es. trailer di film d’azione o spot in cui si pubblicizza un prodotto di origine vegetale, lasciando a madre natura il compito di creare il sottofondo.

Per quanto riguarda il silenzio assoluto, (magari  accompagnato da un messaggio parlato di grande efficacia)  anche se in alcuni casi può risultare d’effetto, è sicuramente difficile da accostare ad uno spot pubblicitario di grande successo, questo perché? Perché se è vero che le immagini creano pur sempre in noi una certa curiosità, è altrettanto vero che, da sole, almeno per quanto riguarda un messaggio destinato alla vendita di un determinato prodotto, non sono in grado di trasmettere quell’emotività tale da toccare determinate corde che, alla fine, spingono all’acquisto.

Suoni e musica.

I suoni, specialmente se rilassanti, anche se non rendono concreta una vera e propria melodia, possono risultare piacevoli, a patto che si trovino nelle giuste frequenze (né troppo gravi né troppo acuti) ma di certo, ancora una volta, è difficile che siano in grado di attirare l’attenzione e stimolare in noi una grande curiosità, a meno che, nella definizione di suono, non includiamo anche  una particolare voce solista, alla guida di una suadente melodia, che desterebbe sicuramente un certo interesse.

Ricordiamoci che, lo scopo di un messaggio pubblicitario, è quello di convincere il consumatore nel breve tempo di durata di uno spot, (mediamente dai trenta secondi ai due minuti) senza indurlo a cambiare canale, per questo motivo, se la scelta della colonna sonora è adeguata, il successo è assicurato!

La musica in generale è la colonna sonora della nostra vita, ha un potere così evocativo, da rimandarci immediatamente in un preciso istante vissuto, ricordandone con precisione tutti i particolari, è uno strumento potente e ineguagliabile è, in poche parole, ossigeno per il nostro cuore e la nostra anima.

I pubblicitari di successo, questo grande valore l’hanno compreso bene.

Immagino che vi capiti spesso, di accendere la TV lasciandola di sottofondo alle vostre faccende domestiche e di ascoltarla solo distrattamente….ebbene, cosa accade quando viene trasmessa una certa canzone o “aria” che rappresenta qualcosa per voi? Esatto, lasciate tutto e vi girate verso la TV a guardare! Dunque questa è la chiave, destare attenzione attraverso un canale che, inevitabilmente si apre toccando le giuste corde. Naturalmente si sa che in fatto di musica, ognuno ha i suoi gusti, ma qui si tratta di colpire nel segno cercando di fare gli accostamenti più adeguati, abbinando a un determinato prodotto una determinata musica, corrispondente ad una determinata fascia di età. Non è sempre una garanzia ma in linea di massima questa strategia funziona.

È anche evidente che per ogni marca o prodotto, sarebbe bene accostare una musica adeguata. Facciamo un esempio, che senso avrebbe abbinare una musica “house” ad uno spot che reclamizza un prodotto anti età? (a meno che non si intenda creare un paradosso!), o ancora, un brano di musica classica che “accompagna” la vendita di giocattoli per bambini?

Avete compreso?  Sarebbe quanto meno fuori luogo!

Ma se la stessa musica la utilizziamo per la vendita di un occhiale di tendenzaboom! L’effetto è assicurato! Il trucco dunque è quello di saper abbinare immagini, parole e musica in modo che il consumatore si ritrovi interamente coinvolto e quindi incuriosito dal prodotto descritto nel messaggio pubblicitario.

Il concetto è chiaro, la musica, che sia una canzone nota e magari rivisitata, un brano composto per l’occasione, un’aria di musica classica o semplicemente un “jingle” corto e d’effetto, deve sempre colpire nel segno e accattivarsi le simpatie del pubblico al quale lo spot è indirizzato. Se il lavoro è fatto bene inoltre, può accadere che non solo il prodotto raggiunga il top delle vendite ma anche il brano con cui è identificato.

Quante volte, abbiamo assistito alla scalata nelle classifiche, di un brano che per anni era finito nel dimenticatoio e tornato all’apice del successo grazie ad uno spot pubblicitario! Questo per dire che molte volte è la pubblicità stessa a far scoprire o riscoprire brani musicali, ma non solo, in alcuni casi,  grandi aziende,  investendo in altrettanti grandi artisti per sponsorizzare il loro prodotto, (vedi  Algida con Cremonini o Alfa Romeo con Negramaro) hanno creato un binomio indissolubile!

Se state leggendo questo articolo, e magari desiderate cimentarvi nel comporre piccole colonne sonore per spot pubblicitari, vorrei darvi ancora qualche suggerimento che potrà esservi d’aiuto.

  • Per generare empatia con il consumatore, oltre che alle immagini, alle parole e alla musica, all’interno di uno spot che pubblicizza generi di uso domestico, dovrebbe essere inserito un altro elemento: la ricreazione di un ambiente sonoro familiare e rassicurante che dia un senso di serenità e “profumo di casa”.
  • Se intendete usare solo i suoni ( o anche leggere melodie) come colonna sonora, tenete presente che, i suoni più acuti si associano meglio ad immagini con elementi che si trovano in alto ( nuvole, uccelli, angeli, luci ecc.) mentre quelli più gravi, si associano più facilmente ad ambienti sotterranei, bui o ostili. In linea di massima diciamo che il suono dovrebbe seguire un’asse verticale, laddove il suono più acuto si trovi più in alto, nel cielo, scendendo di frequenza man mano che si arriva al sottosuolo.
  • Un buon sistema per attirare l’attenzione entro pochi secondi dall’inizio dello spot, è quello di usare una dinamica diversificata dei volumi rispetto alle trasmissioni in onda precedentemente, cercando di non abusare, altrimenti si potrebbe ottenere l’effetto contrario, infastidendo non poco il potenziale consumatore.
  • Usare frammenti musicali ripetuti più volte durante lo spot, al fine di agevolare l’interesse al prodotto, si è spesso dimostrata un’ottima strategia di vendita.
  • Anche i colori espressi dalle immagini e l’atmosfera stessa dello spot in generale, devono essere tenuti in considerazione perché, tonalità di colore calde o fredde stimolano di conseguenza suoni più o meno pastosi o musiche più o meno allegre in cui anche la ritmica ha un’incredibile importanza.

Certo ci sarebbe ancora molto da dire su questo argomento, ma per ora vi lascio ad una semplice riflessione:

La musica ha il potere di orientare il significato globale di uno spot…. Pensate al potere che esercita nella nostra vita!

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